associazione-di-volontariato-abitare-insieme-laquila

Società di Psicoanalisi Interpersonale e GruppoAnalisi

associazione-di-volontariato-abitare-insieme-laquila

Il Gruppo

Con il termine gruppoanalisi, adottato nella denominazione della S.P.I.G.A. (Società di Psicoanalisi Interpersonale e GruppoAnalisi), non ci si riferisce alla “gruppoanalisi” di stretta derivazione foulkesiana così come viene generalmente intesa dalla terminologia europea. Pur condividendo nella clinica e nella teoria alcuni concetti fondamentali di Foulkes, si fa riferimento alla terminologia nord-americana che intende per group analysis, la psicoanalisi di gruppo nelle sue molteplici declinazioni teorico-cliniche.

È ormai consuetudine, essenzialmente a fini storici e didattici, riferirsi, per quanto riguarda il gruppo e la psicoanalisi, alle classiche distinzioni tra psicoanalisi in gruppo, di gruppo, mediante il gruppo. In realtà la psicoanalisi horneyana applicata al gruppo, sin dall’origine ha in sé elementi di tutte e tre le categorizzazioni, ma nessuna di queste la copre in pieno, come possiamo vedere analizzandole un po’ da vicino.

La psicoanalisi in gruppo è stata quella inizialmente praticata in America da Slavson, soprattutto con genitori di bambini in difficoltà, e teorizzata da Wolf e Schwartz nel 1940; si tratta sostanzialmente di una psicoanalisi di singoli effettuata “radialmente”. In essa “viene fatto un uso massiccio delle pratiche mutuate dalla situazione psicoanalitica duale; l’analista fornisce interpretazioni dirette ai pazienti, i membri si scambiano interpretazioni tra di loro e si presta maggiore attenzione ai transfert verticali (tra i singoli pazienti e l’analista), piuttosto che ai transfert orizzontali (tra i pazienti)… Vi è in ogni caso una maggiore visibilità dei meccanismi di relazione interpersonale e sociale, anche se questi vengono considerati non come tali, ma come elementi di reciproca proiezione e cioè lungo dimensioni intrapsichiche piuttosto che interpsichiche” (Profita e Venza, in Di Maria e Lo Verso, a cura di, 1995, p.32s.).
La psicoanalisi di gruppo, basata sui concetti di Bion e poi di altri esponenti della Tavistock di Londra, è quella in cui il gruppo è considerato come una unità. Secondo Bion “nei gruppi emergono emozioni molto potenti, in qualche misura indipendenti dai singoli individui, che si presentano come emozioni di gruppo, in un loro sviluppo autonomo. Tali emozioni furono da lui chiamate assunti di base e sono: a.b. di dipendenza, a.b. di accoppiamento, a.b. di attacco-fuga. Gli a.b. hanno un carattere transpersonale, trascendendo la sfera del singolo individuo, e sono collegati con i fondamenti della vita psichica, con la natura dell’uomo e con il suo stare in gruppo” (Correale, 1991).
La psicoanalisi mediante o attraverso il gruppo è basata su una concezione multipersonale dell’individuo, ed è pure detta psicoterapia analitica di gruppo e soprattutto gruppoanalisi. Essa si ispira alle teorie del fondatore Foulkes, a sua volta influenzato dalle teorie organismiche di Goldstein, dalle teorie gestaltiche e dagli scritti di Burrow che nel 1925 conia il termine “analisi di gruppo”. Essa ha il suo fulcro nel concetto di “matrice” e nelle teorie sviluppate più di recente da diversi autori come Diego Napolitani (1987) e F. Vanni (1984) in Italia, e da Anzieu (1976) e Kaes (1976 e 1993) in Francia (*). Secondo tale concezione, il gruppo terapeutico in qualche modo funziona sempre anch’esso, al pari dell’individuo, in termini di unitarietà-integrità-globalità gestaltica, ed è stato per questo definito “matrice gestaltica interattiva” (Foulkes e Anthony,1959).
“La matrice è l’ipotetica rete di comunicazioni e relazioni in un determinato gruppo. Essa è il terreno condiviso che alla fine determina il significato e la significazione di tutti gli eventi, e su cui poggiano tutte le comunicazioni verbali e non verbali” (Foulkes,1964).
Per Foulkes la prima matrice è quella familiare, la matrice personale, nella matrice dinamica gruppale. In questo “campo” vengono giocate le dinamiche di identificazione, proiezione, identificazione proiettiva (ovvero il transfert).

Anche per Foulkes nella dinamica di gruppo si va oltre l’inconscio individuale, in quanto il gruppo è il luogo di elezione del transpersonale, che comprende sia l’inconscio sociale che attraversa i singoli suoi componenti ai vari livelli biologico, culturale, istituzionale, sia la rete relazionale che costituisce l’entità gruppale, “superiore alla mera somma dei fattori personali di partenza” (Napolitani e De Risio,1994). Nel gruppo l’azione terapeutica si svolge primariamente nell’ hic et nunc: infatti, “in gruppoanalisi non sono essenziali gli usuali concetti psicoanalitici di inconscio rimosso e di meccanismi di difesa perché nel gruppo le parti rimosse individuali si manifestano tramite le interazioni dei singoli partecipanti” (Foulkes,1973).
Del resto, la stessa psicoanalisi successiva a Freud ha sottolineato l’esistenza di un processo terapeutico non strettamente connesso all’emersione diretta dell’inconscio nel conscio, con la possibilità di intuizioni trasformative (insight) legate all’interazione terapeutica, alla molteplice realtà dei livelli mentali (cfr. Bruner,1986), alle residue capacità autonome del paziente per una autotrasformazione.
In altri termini viene molto valorizzato l’aspetto terapeutico dell’apprendimento interpersonale, che può essere visto come previo all’interiorizzazione vera e propria dell’intuizione trasformatrice (Garofalo, 2001).

Tale aspetto costituisce per la psicoanalisi di gruppo horneyana un fattore centrale.
Il pensiero della Horney sulla condizione umana come primariamente un “essere con” gli altri in senso ontologico, trova nel gruppo analitico il luogo (reale) nel quale è possibile osservare ed auto-osservare le dinamiche consce ed inconsce che sono presenti in ciascun individuo in relazione agli altri e a se stesso.
L’apprendimento interpersonale nel suo senso più ampio non rende solo “visibili” quelli che secondo la Horney, ripresa da Yalom, sono gli stili interpersonali di ciascuno nelle relazioni con gli altri (vissuto di sé), ma permette la emergenza del Sé (concetto base della psicoanalisi horneyana; Horney, 1950) nell’accezione di struttura interiore che contiene il vero Sé e le immagini soggettive del Sé costruite sull’inautenticità (falso Sé).
A livello interpersonale nel gruppo, quindi, con l’aiuto del terapeuta, ogni membro comincia ad essere se stesso, ad interagire con i compagni di gruppo come interagisce con gli altri della sua sfera sociale, a creare nel gruppo lo stesso universo interpersonale nel quale ha sempre vissuto.
In altre parole, i pazienti cominciano a manifestare nel gruppo le proprie modalità di relazioni con gli altri rigide e disturbate.
Secondo la Horney si vedrà quindi l’individuo distaccato e rassegnato, costretto dall’esigenza nevrotica a resistere all’invito ad impegnarsi, concentrare la propria forza nel comportarsi in maniera non impegnativa e indifferente; o il perfezionista il quale, spinto a seguire l’insieme dei modelli che lo condizionano deve dominare il gruppo insegnando ciò che è più appropriato fare e come lo si dovrebbe fare; o la persona arrogante e vendicativa che deve sconfiggere gli altri e dimostrare che è nel giusto attraverso la dimostrazione dell’errore altrui (cfr. anche Yalom, 1970, capitolo 2, pp. 19-44).

A livello intrapsichico le immagini del Sé di ciascun paziente, talvolta adeguate e talvolta distorte, rimbalzano tra i partecipanti in un via vai circolare etero ed autoconoscitivo (mirroring).
Tale dinamica, favorita dall’atteggiamento del terapeuta, assume una funzione promotrice di insight e di integrazione delle diverse componenti del Sé più o meno inconsce.
Tale processo di “conoscenza” delle dinamiche interpersonali ed intrapsichiche deve trovare nel terapeuta un intermediario che attraverso la sua comprensione facilita le dinamiche gruppali ed elimina gli ostacoli che impediscono il processo autonomo di autorealizzazione dell’individuo (V. A. Morrone, 1995).
(*) Cfr.., per una panoramica densa di implicazioni teoriche, il citato Di Maria e Lo Verso (a cura di, 1995); inoltre, per uno sguardo teorico-clinico, Pauletta D’Anna (a cura di, 1990), o Zanasi e Ciani (a cura di, 1995); e ancora, per una ricca sintesi clinica, Neri (1995).

Riferimenti bibliografici

Anzieu D. (1976), Il gruppo e l’inconscio, Borla, Roma 1979.

Bruner (1986), La mente a più dimensioni, Laterza, Bari 1988.

Correale A. (1991), Il campo istituzionale, Borla, Roma.

Di Maria F., Lo Verso G. (1995) (a cura di), La psicodinamica dei gruppi. Teorie e tecniche, Cortina, Milano.

Foulkes S.H. (1964), Analisi terapeutica di gruppo, Boringhieri, Torino 1967.

Foulkes S.H. (1973), Il gruppo come matrice della vita mentale, in Wolberg L.R., Schwartz E.K. (a cura di), Terapia di gruppo: una rassegna, Il Pensiero Scientifico, Roma 1974.

Foulkes S.H., Anthony E.J. (1959), L’approccio psicoanalitico alla psicoterapia di gruppo, Edizioni Universitarie Romane, Roma 1974.

Garofalo D. (2001), Analisi di gruppo. La prospettiva interpersonale di Karen Horney, EdUP, Roma.

Horney K. (1950), Nevrosi e sviluppo della personalità, Astrolabio, Roma 1981.

Kaes R. (1976), L’apparato pluripsichico. Costruzione del gruppo, Armando, Roma 1983.

Kaes R. (1993), Il gruppo e il soggetto del gruppo, Borla, Roma.

Morrone V.A. (1995), “The application of the Horney Model to the Group as un Istrument of the Therapeutic Process and Analytic Training Programs”, The International FORUM of Group Psychotherapy, Vol.4, n.1, pp.4-12.

Napolitani D. (1987), Individualità e gruppalità, Boringhieri, Torino.

Napolitani F., De Risio S. (1994), Specificità teorico-metodologiche della gruppo analisi nella prassi clinica e didattica, dattiloscritto non pubblicato.

Neri C. (1995), Gruppo, Borla, Roma.

Pauletta D’Anna G.M. (1990) (a cura di), Modelli psicoanalitici del gruppo, Guerini, Milano.

Vanni F. (1984), Modelli mentali di gruppo, Cortina, Milano.

Yalom I. D. (1970), Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo, Boringhieri, Torino, 1974.

Zanasi M., Ciani N. (1995) (a cura di), Manuale di gruppo analisi. Oltre l’individuo: teoria, tecnica e indicazioni della psicoanalisi attraverso il gruppo, Franco Angeli, Milano.