SEMINARIO APERTO 2007
 
23 Giugno 2007
ore 10:00 – 13:00
 
TEMATICHE DELL'ATTENDERE E DELLO SPERARE
 
PROF. DOTT. BRUNO CALLIERI
 
Libero Docente in Psichiatria nel 1955
Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali nel 1957.
Trascorre due semestri nella clinica Psichiatrica di Heidelberg, collaborando col prof. K.Schneider, docente di Psicopatologia Clinica
Direttore dell'Ospedale Psichiatrico S.Maria Immacolata di Guidonia (Roma 1972-1978),
svolge un'intensa attività di liberalizzazione in favore dei degenti
Dal Luglio 1994 è Presidente Onorario della Società Italiana per la Psicopatologia
Esercita la docenza di Psicopatologia presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma) dal 1957, cui affianca dal 1989 quella presso la S. Romana Rota (Corso di Psicopatologia per Avvocati Rotali), ove pure opera in qualità di Perito presso il Tribunale, dal 1957 ad oggi
Autore, sinora, di circa 600 pubblicazioni e di oltre dieci volumi, fra i quali i più recenti: Quando vince l'ombra (Roma, 20012); Percorsi di uno psichiatra (Roma, 1993); Lineamenti di Psicopatologia fenomenologia (Napoli, 1999); Fenomenologia della maschera (Roma, 2001); Corpo esistenze mondi. Per una psicopatologia antropologica (Roma, 2006); nonché di prefazioni a numerosi volumi di psicopatologia e di antropologia.
 
ABSTRACT
Il problema della speranza va affrontato partendo dalle sue determinanti psicologiche,
che la differenziano dall'attesa, dal timore, dall'ottimismo.
La speranza, nel suo aspetto categoriale, può essere inquadrata in quella condizione umana fondamentale che, come l'attesa, presuppone l'ordinamento temporale dell'esistenza.
Nello studio delle articolazioni psicopatologiche vanno distinti gli aspetti vitali, mondani, personali, trascendentali.
Usufruendo di questo paradigma, analizzo il manifestarsi del motus spei nei vari quadri clinici, sia psicotici che nevrotici, con particolare riguardo all'ansia, alla depressione, alla paranoia. Sottolineo la difficoltà a distinguere l'autentico dall'inautentico a seconda della più o meno valida comunicazione interpersonale.
Sull'attesa in base a quanto mi chiedo, direi, come psico-antropologo, che è necessario qui prospettare anzitutto i fondamenti dell'attesa come modalità temporale dell'esistenza, come una delle sue categorie ordinative; non si può prescindere qui da una rapida sintesi del pensiero husserliano in proposito.
Cerco di dare un particolare rilievo ai rapporti differenziali fra attesa e speranza, con il continuo "stare oltre" il limite (oltrepassamento).
I modi biologici, esistenziali, mondani dell'attendere, anche nelle loro peculiarità cronologiche e tematiche, vengono da me riassunti nella loro significanza costitutiva della "presenza umana" (Cargnello); l'accesso alla loro dimensione interpersonale ci si offre come una delle vie regie per la comprensione della loro modalità di esprimersi nella vita quotidiana e, poi nelle specifiche normatività dei modi di esistere psicotici, nevrotici, psicopatici, sociopatici.


 
Il seminario si terrà presso la sede della S.P.I.G.A.
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La S.P.I.G.A., Società di Psicoanalisi Interpersonale e GruppoAnalisi, fondata nel 1989 dal Prof. Vincent A. Morrone, fa riferimento all'indirizzo teorico-clinico di Karen Horney.
È organizational member dell'International Association of Group Psychotherapy (I.A.G.P.) ed è riconosciuta dall'American Institute for Psychoanalysis (A.I.P.).
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