Società di Psicoanalisi Interpersonale e GruppoAnalisi

Istituto di Specializzazione in Psicoterapia
Individuale e di Gruppo

Ric. MIUR D.M. 29.01.2001

  

Karen Horney

 Karen Clementine Theodore Horney (nata Danielsen) nasce ad Amburgo il 16 Settembre 1885 da una famiglia appartenente alla media borghesia; il padre era un capitano di mare norvegese e la madre olandese, figlia di un ingegnere che aveva costruito le installazioni del porto di Brema.
Il padre era un uomo rigido, profondamente religioso, molto assente a causa del suo lavoro, mentre la figura della madre fu determinante; infatti la sostenne e la incoraggiò nelle sue scelte di vita.
Intraprese gli studi in medicina, fu una studentessa brillante e stimata, amava molto viaggiare ed era profondamente interessata al teatro. Nel 1909 sposò Heinrich Wilhem Oscar Horney da cui ebbe tre figlie (Brigitte, Marianne e Renate) e da cui divorziò nel 1939. Mentre era ancora studentessa universitaria, crebbe il suo interesse verso la psicoanalisi e fece un'analisi didattica con Karl Abraham; nel 1911 si laureò in medicina e lavorò per tre anni in una clinica psichiatrica e durante la guerra prestò servizio in un ospedale neurologico militare.
In quegli anni presso l'Istituto Psicoanalitico di Berlino giunsero quelli che sarebbero diventati i più prestigiosi studiosi clinici della psicoanalisi della prima metà del secolo quali Alexander, Rado, Sachs, Klein, Fromm, e molti altri, i ed in quel clima di grande fermento intellettuale la Horney acquistò sempre più considerazione e fama grazie al suo lavoro, alle sue pubblicazioni e alla partecipazione a congressi internazional. I drammatici eventi storico-politici di quegli anni forse non influenzarono la Horney nella sua scelta di lasciare l'Europa e trasferirsi in America, anche se incombeva la minaccia nazista e la sua posizione come antifascista era chiara. Di fatto nel 1932 si trasferì a Chicago sollecitata da Alexander che la considerava una delle personalità più prestigiose del mondo della psicoanalisi.

Trascorsi due anni, nel 1934, si trasferì a New York dove ebbe l'incarico come docente presso il New York Psychoanalytic Institute e alla New School for Social Research. In questi anni la Horney aveva cominciato a pubblicare una serie di saggi in cui metteva in discussione alcuni principi fondamentali dell'ortodossia freudiana. Nel 1930 scrisse intorno all'importanza dei fattori socio-culturali nello sviluppo umano, in opposizione alle teorie puramente intrapsichiche, tesi incorporate nella psicologia contemporanea ma che al tempo furono considerate eretiche. A New York la Horney stabilì dei profondi legami intellettuali e d'amicizia con la Thompson, Sullivan, Silverberg ed in seguito Fromm. Insieme a loro diede vita ad un movimento di pensiero sulla psichiatria intesa come studio delle dinamiche interpersonali. Nel 1941 insieme alla Thompson, a Fromm, Kelman, Robbins ed altri psicoanalisti fonderà l'American Association for the Advancement of Psychoanlysis (A.A.P.). Dopo varie e tormentate vicende all'interno dell'A.A.P. e di altri istituti di psicoanalisi, la Horney decise di dedicarsi principalmente al suo lavoro terapeutico, alle lezioni e allo sviluppo della teoria con particolare attenzione alla nozione del Sé reale, centrale nel suo ultimo libro. Nel 1952 muore a New York all'età di 67 anni.